Per una RAI
friulana
Dalle cronache del Consiglio regionale si apprende che, in data 28 febbraio 2001, la Giunta ha accolto come raccomandazione un ordine del giorno presentato dalla maggioranza (Casa delle libertà, ovvero Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, con l’aggiunta di Unione Friuli) sulla necessità che la Rai – senza toccarne la suscettibilità – si accorga finalmente che questa è una regione composita e che quindi deve dare il giusto spazio alle diverse componenti.
La Lega
Friuli – Fuarce Friûl (che ha buona memoria), ricorda che già nel novembre
1970 (31 anni fa!) la Giunta allora in carica, presieduta dal DC on. Alfredo
Berzanti e sostenuta da una maggioranza che comprendeva oltre alla DC, il Psi,
il Psdi e il Pri, aveva accolto
“come raccomandazione” un ordine del giorno presentato da tre consiglieri
autonomisti friulani presenti allora nel Consiglio (o.d.g. n. 39), documento con
il quale si chiedevano questi impegni: a) un potenziamento dei programmi
radiofonici – occorre ricordare che in quegli anni la televisione era ai suoi
primi passi – dedicati al Friuli; b)
l’istituzione – almeno in fase sperimentale – di programmi televisivi
dedicati alla regione; c) una scrupolosa correzione di tutte quelle inesattezze
“che tendono a falsare la realtà regionale, specie per quanto riguarda il
Friuli inteso nella sua interezza geografica e storica”.
Evidentemente
quel remoto ordine del giorno – e altri che seguirono negli anni seguenti –
nonostante l’impegno preso dalla Giunta (il consigliere autonomista friulano
Fausto Schiavi ebbe a dire, al riguardo, che il presidente della Giunta con gli
ordini del giorno dell’opposizione accolti era solito fare barchette di carta
con le quali i suoi figli giocavano nella vasca da bagno!) impegno solennemente
preso, non servì a nulla se oggi, a 31 anni di distanza, la maggioranza di
centrodestra deve tornare sull’argomento e la Giunta che essa esprime
anch’essa accetta la sua raccomandazione.
L’unica
speranza concreta sta – invece – nella pronta applicazione dell’art. 12
della legge 482/1999, specialmente per la parte che sancisce che “le regioni
possono stipulare appositi accordi con le emittenti locali “ affinché siano
assicurate “condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche nelle zone
di appartenenza.”
La Lega
Friuli – Fuarce Friûl è convinta che sia necessario spazzare via il
monopolio della Rai e non dispera che in Friuli esistano intelligenze e spiriti
d’intrapresa che, messi insieme, siano in condizione di proporsi alla Regione
così come previsto dalla vigente normativa, e quindi diventino alternativi al
servizio radiotelevisivo di Stato che – da oltre 30 anni e nonostante gli
impegni dei politici della prima e della seconda Repubblica – non riesce a
svolgere il suo compito.
Sergio Cragnolini
Segretario di Lega Friuli – Fuarce Friûl
Udine, 02.03.2001