La Provincia dell’Alto Friuli: un atto politico necessario.
La proposta di Legge Regionale che ci è stata presentata e che prefigura l’istituzione della nuova Provincia, cade in un momento cruciale della nostra storia moderna. Da un lato chiude un periodo di rinnovamento civile iniziato nel dopoguerra, continuato con il sisma del ’76 e collaudato dai rivolgimenti economici ed ideologici della globalizzazione di fine secolo. Dall’altro lato rappresenta un segno di come la nostra Regione e la nostra gente si preparino ad affrontare il vero ingresso nell’Unione Europea.
Un’onda lunga tre generazioni, che alla fine, volenti o no, cambierà abitudini, relazioni interpersonali, modi di usare risorse, di fruire del territorio e di pensare il futuro.
La popolazione, che sarà coinvolta direttamente, nel darsi quest’ordinamento, che verrà a collocarsi fra le storiche Comunità di Vallata, le singole Aree Territoriali Omogenee e la Regione, per raggiungere l’obiettivo che si prefigge, dovrà dimostrare di essere unita, di avere maturità politica e responsabilità democratica.
La nuova Provincia non sarà un fatto di moda. Né la sua nascita sarà giustificata solo per le favorevoli coincidenze che si presentano oggi e che erano impensabili solo alcuni anni or sono, quali:
- le urgenti scadenze della definitiva riorganizzazione delle Autonomie Locali, per la quale la produzione
legislativa si è conclusa dopo oltre un decennio, col Referendum del 07 ottobre u.s. – (riordino del Titolo V°
della Costituzione).
- L’evidente necessità di snellire il numero di Enti e la Burocrazia che frena la produttività dei soggetti
demandati alla gestione della cosa pubblica (es.: Comunità Montane, Consorzi, Spa - anche col concorso dei
privati, ecc.).
- L’impostazione globale dell’informazione, dei mercati e delle risorse anche finanziarie, nonché la gestione del potere, che aprono paradossalmente alle Comunità locali spiragli impensati per la soluzione dei loro problemi più importanti (prestazioni di servizi, scambi culturali, progettazioni, programmazioni, collaborazioni, ecc.).
- L’importante lavoro portato avanti con la popolazione, per la crescita civile e per l’autonomia, da parte dei settori più sensibili e lungimiranti dell’amministrazione, dell’economia, del mondo culturale e della Chiesa, ha fatto definitivamente maturare la scelta a favore della Provincia.
Ente nel cui territorio di riferimento ci sono un Tribunale, un Collegio Elettorale, numerosi poli scolastici,
economici e religiosi. Gli Uffici per la Gestione del territorio, che mancano, potranno essere aperti.
Mentre la Sede Vescovile di Zuglio potrebbe essere ripristinata anche di fatto. Ciò riguarda la Chiesa!
- La volontà di prepararci ad avere più peso politico contrattuale verso l’esterno, anche in vista di rapporti con “territori e popolazioni” diverse dagli attuali e con più vasti bacini di riferimento.
Si vuole quest’utile strumento Istituzionale, soprattutto per incidere e per operare anche in ambiti “sovra territoriali”, che implementano il concetto d’autonomia, e che la proposta di Legge non comprende in questa stesura, ma ne lascia intendere gli spazi. Su quest’aspetto importantissimo ha detto la sua anche il Consiglio Provinciale di Udine, votando all’unanimità, durante la Sessione Straordinaria del 04/12/01, un O. d. g. su
“La Provincia del domani”.
La nuova Provincia dell’Alto Friuli dovrà avere come obiettivo non solo di mantenere l’attuale livello di vita della popolazione, amministrando l’esistente, ma di migliorarlo, preordinando lo sviluppo delle potenzialità, dando la sicurezza dei servizi (Sanità, Cultura, Tecnologia, ecc.) e ponendo le basi per la soluzione degli annosi problemi economici e territoriali.
Fondamentale resta il metodo dello sviluppo compatibile in una situazione di rigenerazione delle risorse locali (Ag. 21 Locale). Gli esempi di crisi, d’insicurezza e di degrado ambientale sono di volta in volta sotto gli occhi di tutti e si chiamano Cartiera Burgo, Manifatture di Gemona, Ferriere Nord, Tagliamento, Sanità, ecc.
Per una più approfondita e corretta analisi della Proposta di Legge in argomento riteniamo utile riferirci a ciò che è stato fatto rilevare dal Consiglio della nostra attuale Provincia di Udine, quando ha comparato “i Compiti e le Funzioni” propri con quelle che èspletano le Provincie del Lazio e della Lombardia.
Nelle seguenti fondamentali materie, che danno un valore al concetto di “Autonomia Locale” dell’Istituzione provinciale, la Provincia di Udine, in concreto, non ha Compiti e Funzioni.
E cioè nelle
- Attività economiche: agricoltura / Artigianato / Industria, nessuna competenza;
Commercio - solo in materia di Commissioni di Pubblici esercizi,
- dal 1° luglio 2002 incentivazione alla cooperazione sociale;
- Territorio: Pianificazione territoriale provinciale e controllo degli strumenti urbanistici comunali nonchè
Edilizia residenziale pubblica, nessuna competenza.
- Cultura : In quest’ambito vanno comprese le funzioni e le competenze che riguardano il coordinament
delle manifestazioni e attività di livello comunale, l'organizzazione promozione di manifestazioni e
attività culturali di area vasta, la valorizzazione dei beni culturali, conservazione dei
beni culturali, la valorizzazione della lingua friulana e delle lingue minoritarie.
Formazione professionale: nessuna competenza.
La nuova Provincia dell’Alto Friuli dovrà poter disporre, in autonomia, nelle citate materie. E, oltre a quelle elencate nella Proposta di Legge, in quelle relative al coordinamento sovraprovinciale dei servizi irrinunciabili, come: la sicurezza sanitaria (l’Ospedale a rete di Gemona – Tolmezzo, con 400 posti letto); il consolidamento e l’insediamento di Facoltà universitarie, oltre alle esistenti; la Programmazione ed il riordino di territori (PRUSST della Cimpello - Gemona, dei Tre Confini, di Monte Croce, ecc.); la collaborazione sovra territoriale per le gestioni compatibili delle risorse locali (Ag.21 – loc.) e per richieste di interventi finanziari con i FSE.
La visione che la proposta di Legge ci fa intendere è semplice, lineare ed appetibile, almeno per quanto riguarda una prima costituzione territoriale della Provincia. Ciò è dovuto al fatto che le cose tecnicamente, a tavolino, riescono più facilmente che nella realtà. Realtà costruita però dagli uomini con le loro idee, motivazioni, storie, culture, interessi e soprattutto legittime libere aspettative. Sono dunque fondamentali per la riuscita, i buoni rapporti fra le Comunità che vivono sul territorio e che con la Provincia intendono darsi una finalità superiore ai loro interessi immediati. Se è vero che la Carnia, con la Val Canale – Canal del ferro, potrebbe costituirsi in Provincia anche da sola, è altrettanto vero che con tutto il Gemonese, compresi assolutamente i Comuni di Buja e di Osoppo (almeno), la Provincia potrebbe trovare una dimensione adeguata per diventare un riferimento decisivo nella politica regionale, con importanti benefici per tutti. Nulla vieta che altre proposte possano essere formulate e prese in considerazione. Ogni realizzazione equilibrata dovrà essere costruita col dialogo e la mediazione fra interessi e punti di vista diversi. Non con l’imposizione. Ovviamente.
E’ dunque il momento della politica, che deve dimostrarsi capace di unire le volontà popolari, di valorizzare gli aspetti giusti dell’iniziativa e di lavorare per sciogliere i nodi delle contrapposizioni e delle giuste aspirazioni.
Riteniamo che un rapporto soddisfacente per il Gemonese, che non potrà che essere paritario con ogni altra realtà locale, darà alla futura Provincia la necessaria affidabilità politica. Intesa questa come l’esercizio di un’autonomia vera e non come un insieme di deleghe e di garanzie che possono essere ritirate facilmente.
La Carnia in questo momento storico ha, come non mai, poteri e rappresentanze ad ogni livello, in ogni settore, dal sacro al profano. Dovrà dimostrare di meritarsi questa centralità, agendo con molta lungimiranza!
Il “caso” della Cartiera Burgo intanto ha scosso la Carnia ed ha messo a nudo la debolezza e l’insicurezza di fondo di tutto un sistema socio economico e culturale, che non è nato da strategie politiche chiare e produttive, ma è cresciuto su estemporanee opportunità raccolte e date senza gran merito. Leggi i disastri del sisma e lo sfascio del sistema politico delle ideologie.
Di fronte alla fragilità del territorio, alle difficoltà di mantenere posti di lavoro e di assicurare servizi fondamentali quali quello sanitario e quello dell’istruzione della popolazione, Tolmezzo non potrà non ricercare l’unione, sulla strada di una politica aperta e di costruttiva collaborazione, con le altre due componenti del triangolo provinciale: il Tarvisiano ed il Gemonese, che corrono gli stessi pericoli ed hanno i medesimi interessi di fondo. E’ l’uomo che pone confini. Gli stessi confini che è pronto a superare se mosso da interessi forti.
(Documento letto e messo agli Atti, in occasione della presentazione della Proposta di Legge Regionale per l’istituzione della Provincia dell’Alto Friuli, elaborata dalla Prof. D’Orlando.)
Gemona del Friuli (Sede della Comunità Montana del Gemonese) lì 04/02/2002.
Claudio Sangoi
Capogruppo Consiliare in Gemona del Friuli
Lista Civica – Gemona e Oltre / Oltri Glemone.