Gazzettino del Friuli
 
Venerdì, 26 Novembre 2004

 
 
Trieste
C'è chi parla di una ...
 
Trieste

C'è chi parla di una sentenza destinata a fare storia. E che nessun giudice del Consiglio di Stato andrà a scalfire, perchè i colleghi del Tar del Friuli Venezia Giulia si sono presi la briga di controllare una ad una tutte le firme che accompagnavano la presentazione della lista "Intesa Democratica" alle elezioni regionali 2003. Non era mai accaduto che un Tar riesaminasse personalmente le verifiche degli uffici regionali dello scorso marzo e questo, sul piano giuridico, rappresenta un punto di forza, oltre che una risposta significativa al «clima ostile» che si era venuto a creare. La conclusione è stata ancor più favorevole e le 611 firme dichiarate irregolari non bastano per scatenare in Consiglio regionale il ribaltone che rischiava di innescare uno dei ricorsi per l'annullamento dei verbali di proclamazione degli eletti.

GLI APPELLI. La poltrona di Illy, almeno per ora, sarebbe salva. Resta l'"incognita di Caporiacco", che il 30 novembre sarà a Roma per discutere il suo appello arrivato fino al Consiglio di Stato. E resta da capire che cosa succederà nei prossimi 20 giorni, tanti ne hanno a disposizione i mancati consiglieri di Forza Italia - Adino Cisilino, Giovanni Mazzocchi Palmieri e Giulio Staffieri - per andare in appello a Roma contro la sentenza emessa dal Collegio composto da Enzo Di Sciascio (presidente), Oria Settesoldi e Vincenzo Farina. Cisilino (primo dei non eletti) non ha dubbi: la battaglia prosegue a Roma. «Ritengo che il ricorso al Consiglio di Stato sia inevitabile - ha commentato a caldo - È l'inizio di un percorso che non sarà lungo».

LA SENTENZA.Ci sono volute 102 pagine ai giudici amministrativi per spiegare perchè hanno respinto il ricorso dichiarandolo in parte inammissibile e in parte rigettandolo. Le prime 70 vertono sulle questioni pregiudiziali, le altre sono dedicate al merito. La Regione - rappresentata dall'avvocato Enzo Bevilacqua - si è vista accogliere le eccezioni di ammissibilità sui punti più pericolosi, quelli relativi agli Uffici elettorali circoscrizionali di Udine, Tolmezzo e Pordenone circa le ammissioni delle liste circoscrizionali (Ds, Comunisti italiani, Udeur per Udine; Democrazia è libertà-La Margherita, Rc, Ds e Lista Di Pietro per Tolmezzo; Democrazia è libertà-La Margherita ed Rc per Pordenone). L'indagine del Tar - contestano però i ricorrenti - ha interessato solo Intesa Democratica e non le liste circoscrizionali, dove erano state indicate una caterva di irregolarità.

I VERDI. Nel ricorso di lamentava il fatto che la lista dei Verdi non era stata accompagnata, entro i termini, dai certificati elettorali dei presentatori. «Una censura precisa e corretta», rileva il Tar, ma che non difetta d'interesse. Anche se fosse stata accolta, il posto in consiglio regionale sarebbe spettato a Viviana Londero e non a un candidato di Forza Italia.

Cristina Antonutti