Trieste
C'è chi parla di una sentenza destinata a fare storia. E che
nessun giudice del Consiglio di Stato andrà a scalfire, perchè i
colleghi del Tar del Friuli Venezia Giulia si sono presi la briga
di controllare una ad una tutte le firme che accompagnavano la
presentazione della lista "Intesa Democratica" alle elezioni
regionali 2003. Non era mai accaduto che un Tar riesaminasse
personalmente le verifiche degli uffici regionali dello scorso
marzo e questo, sul piano giuridico, rappresenta un punto di
forza, oltre che una risposta significativa al «clima ostile» che
si era venuto a creare. La conclusione è stata ancor più
favorevole e le 611 firme dichiarate irregolari non bastano per
scatenare in Consiglio regionale il ribaltone che rischiava di
innescare uno dei ricorsi per l'annullamento dei verbali di
proclamazione degli eletti.
GLI APPELLI. La poltrona di Illy, almeno per ora, sarebbe
salva. Resta l'"incognita di Caporiacco", che il 30 novembre sarà
a Roma per discutere il suo appello arrivato fino al Consiglio di
Stato. E resta da capire che cosa succederà nei prossimi 20
giorni, tanti ne hanno a disposizione i mancati consiglieri di
Forza Italia - Adino Cisilino, Giovanni Mazzocchi Palmieri e
Giulio Staffieri - per andare in appello a Roma contro la sentenza
emessa dal Collegio composto da Enzo Di Sciascio (presidente),
Oria Settesoldi e Vincenzo Farina. Cisilino (primo dei non eletti)
non ha dubbi: la battaglia prosegue a Roma. «Ritengo che il
ricorso al Consiglio di Stato
sia inevitabile - ha commentato a caldo - È l'inizio di un
percorso che non sarà lungo».
LA SENTENZA.Ci sono volute 102 pagine ai giudici amministrativi
per spiegare perchè hanno respinto il
ricorso dichiarandolo in parte inammissibile e in parte
rigettandolo. Le prime 70 vertono sulle questioni pregiudiziali,
le altre sono dedicate al merito. La Regione - rappresentata
dall'avvocato Enzo Bevilacqua - si è vista accogliere le eccezioni
di ammissibilità sui punti più pericolosi, quelli relativi agli
Uffici elettorali circoscrizionali di Udine, Tolmezzo e Pordenone
circa le ammissioni delle liste circoscrizionali (Ds, Comunisti
italiani, Udeur per Udine; Democrazia è libertà-La Margherita, Rc,
Ds e Lista Di Pietro per Tolmezzo; Democrazia è libertà-La
Margherita ed Rc per Pordenone). L'indagine del Tar - contestano
però i ricorrenti - ha interessato solo Intesa Democratica e non
le liste circoscrizionali, dove erano state indicate una caterva
di irregolarità.
I VERDI. Nel ricorso di
lamentava il fatto che la lista dei Verdi non era stata
accompagnata, entro i termini, dai certificati elettorali dei
presentatori. «Una censura precisa e corretta», rileva il Tar, ma
che non difetta d'interesse. Anche se fosse stata accolta, il
posto in consiglio regionale sarebbe spettato a Viviana Londero e
non a un candidato di Forza Italia.
Cristina Antonutti