Il TAR ha giudicato inammissibile la richiesta del Movimento Friuli che chiedeva un ritorno alle urne per eleggere un nuovo sindaco
Elezioni, ricorso
annullato. Ma è pronto l'appello
De Agostini e di Caporiacco:
per le mancate notifiche denunceremo anche l'ufficiale giudiziario
Gli esponenti autonomisti Alberto di Caporiacco e Marco De Agostini non si arrendono. E a poche ore dalla sentenza del Tar, che ha giudicato inammissibile il loro ricorso contro le elezioni comunali che nel giugno del 2003 hanno sancito la riconferma di Sergio Cecotti quale primo cittadino di Udine, i due denunciano già nuove azioni legali. << Ci vengono contestati dei vizi di forma - spiegano quasi all'unisono i rappresentanti del Movimento Friuli -, dei quali non possiamo assolutamente essere responsabili. Per questo da un lato procederemo ad avviare una causa civile contro chi secondo noi è responsabile di tali vizi, mentre dall'altra parte ricorreremo, e anche subito, al Consiglio di Stato per vedere esaminato nel merito e quindi sicuramente accolto, a nostro giudizio, il nostro ricorso>>.
Il Tar infatti ieri ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Alberto
di Caporiacco e Valentina Celeghin in quanto tale ricorso risultava non essere
stato notificato, come invece prevede la legge, a tutti i consiglieri comunali
eletti. Fatto questo sottolineato proprio ieri dagli stessi avvocati del Comune.
<< La notifica non spettava certo a noi direttamente,
ma come sempre doveva avvenire tramite gli uffici preposti del Tribunale -
spiega Marco De Agostini -. Se l'ufficiale giudiziario, poi, non ha
provveduto alla consegna personale delle varie copie dei ricorsi ne risponderà
egli stesso. Proprio per questo infatti il nostro primo atto sarà quello di
denunciare l'ufficiale giudiziario>>.
Ma l'interesse reale dei due rappresentanti del Movimento Friuli è che il ricorso sia discusso. << Se si entrerà nel merito - aggiunge infatti Alberto di Caporiacco - i giudici potranno finalmente constatare la fondatezza dei nostri ricorsi. Ci sono tante, troppe firme per la presentazione delle varie liste, autenticate letteralmente non si sa da chi. Al posto dell'identificativo dei vari autenticatori ci sono dei veri e propri svolazzi, assolutamente indecifrabili. Insomma di fronte a prove concrete che quelle liste non dovevano essere accettate, in quanto di fatto prive delle necessarie firme di supporto correttamente autenticate, i giudici continuano a frapporci cavilli, e tutto ciò per non esaminare nel merito la vicenda >>.
Gli esponenti del Movimento Friuli, come loro stessi ammettono, in fondo se l'aspettavano che il Tar del Friuli - Venezia Giulia alla fine emettesse una sentenza a loro sfavorevole. << Si era capito che Trieste - conclude di Caporiacco -, c'era un orientamento a noi contrario. Anche per questo ricorreremo sicuramente al Consiglio di Stato. Finché avremo forze e salute non ci arrenderemo>>.
Articolo apparso sul Messaggero Veneto di Udine il 18 novembre 2004 a firma di Federica Barella.