Se si torna a votare
Di Amaro d'Udine Per cercare di capire gli strani movimenti e la comparsa di stravaganze sulla scena politica, si deve fare ricorso a una notizia corsa in questi giorni sulla quale pare non si siano soffermati a congetturare se non alcuni, un gruppo esiguo di addetti ai lavori. È stato annunciato l'inizio del controllo delle schede elettorali del giugno dell'anno scorso, quando è stato nominato il presidente e il nuovo consiglio regionale. Il controllo, a quanto si è potuto sapere, andrà per le lunghe, sarà un lavoro da certosini perché i periti del Tar, il tribunale amministrativo regionale, dovranno controllare le schede una per una. Alla fine, ma si dice si andrà a ottobre, ci sarà una sentenza per stabilire se il ricorso che ha provocato il controllo, presentato dagli ex consiglieri Cisilino e Staffieri, si debba accogliere o respingere. In caso positivo, se cioè il ricorso sarà accolto, la conseguenza sarà lo scioglimento del consiglio regionale ora in carica e di conseguenza si dovranno indire nuove elezioni. In questa eventualità, la data delle nuove elezioni riparatrici dell'errore si terrebbero il giugno dell'anno prossimo. Ecco il punto: tutto da rifare, nel 2005 ci sarebbe una nuova prova elettorale. E per una tale prospettiva si annunciano mosse altrimenti incomprensibili. Come spiegare, a esempio, il pentimento del sindaco di Udine, Sergio Cecotti, di avere appoggiato Riccardo Illy nella conquista del seggio di presidente della regione? Qualcuno suppone Cecotti sia, e sia stato, un candidato ideale per guidare e governare il Friuli-Venezia Giulia. Se dovessero esserci nuove elezioni, perché non mettere in conto una discesa in campo del sindaco di Udine? L'ipotesi appare più che naturale. E una prova di ciò si potrebbe intravedere nella rottura in atto fra Cecotti appunto e Illy. Quando la rottura fra i due dovesse essere consumata, a quel punto i ruoli cambierebbero perché da alleati si trasformerebbero in avversari. Cecotti potrebbe legittimamente aspirare a riprendersi i voti dei friulani da lui fatti convergere sul candidato triestino. E il sindaco udinese gode di un consenso riconosciuto dei friulani destinato ad aumentare, si dice, con le sue uscite tutte in favore della friulanità. Sempre percorrendo la strada dell'ipotesi indicata, se cioè si dovesse tornare alle urne, Illy si ripresenterebbe? A questa domanda, molti anche a Trieste sostengono di no, non si candiderebbe. E a sostegno di tale scelta, gli stessi ricordano come Illy abbia avvertito, in tempi non sospetti, di essersi impegnato per una sola legislatura. Anche se questa non si concludesse, secondo i consueti profeti, il ritiro avverrebbe lo stesso. Ma Cecotti non sarebbe il solo aspirante perché Strassoldo, il presidente della provincia di Udine, almeno nel centro-destra, potrebbe sbarrargli la strada. Si può credere il centro-sinistra si rivolga a Cecotti? Alcuni dicono di sì. Se così non fosse, nulla esclude una corsa a tre, e in questo caso Cecotti avrebbe sempre la sponda degli autonomisti-leghisti, filone dal quale proviene. Se chi mi segue in questo ragionamento ne ha voglia e tempo può proseguire a disegnare infiniti scenari del futuro. Io mi fermo qui, invitando i futurologi a tenere ben presente come sulla via dei "se" e dei "ma" si possano incontrare tanti di quegli ostacoli al momento neppure immaginabili. Meglio limitarsi a comprendere il presente. Il Nuovo FVG Sergio Fantini |