Storico, grande, unito?
Il Friuli attende risposte

La Lega Friuli – Fuarce Friûl prende atto con viva soddisfazione del contributo al dibattito sul futuro assetto della regione espresso su queste colonne domenica 25 febbraio dal Consigliere regionale capogruppo del Partito dei Comunisti italiani, Paolo Fontanelli.

E’ del tutto condivisibile la considerazione preliminare che nella attuale regione “le diversità esistono” e che “è bene che siano riconosciute”, ed è di fondamentale importanza la constatazione che “nell’affrontare questo dibattito non possiamo nasconderci dietro rischi di divisione della Regione, che in questa fase appaiono lontani”.

Questi timori – presenti nella sinistra e in particolare nei Ds – non possono giustificare “posizioni di conservazione di uno status quo sempre meno rispondente ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori della nostra regione”.

La Lega Friuli – Fuarce Friûl considera importante che da un partito della sinistra che partecipa al governo centrale si esprimano questi chiari concetti e si augura che si apra un sereno dibattito tra quelle forze che hanno storicamente contribuito all’affermarsi dei diritti dei friulani (legge 482/1999) e degli sloveni (legge recentemente approvata dal Parlamento).

La nostra formazione politica giudica, invece, pretestuosi i distinguo lessicali (“Friuli storico”,”Grande Friuli”,”Friuli Unito” e via dicendo), distinguo lessicali che dimostrano la sostanziale volontà di non schierarsi anche da parte di partiti che si dicono friulanisti e che oggi hanno – per la prima volta nella storia di questa regione e con pochi voti popolari – il doppio privilegio di essere in maggioranza e nella Giunta regionale.

Le disquisizioni lessicali – anche se possono avere un qualche teorico fondamento . sono solo un comodo alibi dietro il quale nascondere la propria ambiguità, come alibi è il tambureggiante proporre sempre diverse, complicate soluzioni istituzionali.

Il passo da compiere – secondo noi di Lega Friuli – Fuarce Friûl – è semplice e ineludibile. Sotto la spinta delle raccolte spontanee di firme sia a Trieste che in Friuli, occorre essere in grado di dare risposte concrete, per giungere al più presto alla articolazione regionale auspicata da tanti strati delle nostre popolazioni. Questa regione deve diventare una regione che, pur conservando un quadro unitario, dia la certezza di distinguere tra le due incontestabili realtà che la compongono. Questo concetto ci appare esattamente compreso dai Comunisti italiani.

 

    Udine, 25.02.2001                                                                        Sergio Cragnolini

                                                                                  Segretario politico di “Lega Friuli – Fuarce Friûl”

Pubblicato sul Messaggero Veneto del 28.2.2001
edizione di Udine, rubrica Il Dibattito