Il pensiero di Zorç Deotto
consigliere comunale di Udine
autonomista friulanista

 

Troppe sigle autonomiste

   Giancarlo Pedronetto, sul Messaggero Veneto scriveva: << Siamo una realtà interessante e ricca di potenzialità, ma non abbiamo saputo costruire la nostra Volkspartei>>.

Che novità è mai questa? Proprio Pedronetto, potrebbe anche tacere! Alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Udine, chi è stato per primo a rompere il fronte autonomista? Pedronetto! Il solito Pedronetto. Avrà avuto anche lui le sue ragioni, ma che alla fine lo hanno portato diritto alla sconfitta. Attratto da chissà quali compensi politici, ma li aveva anche dichiaratamente manifestati sulla stampa, ha scelto il listone con la Lega, perdendo su ogni fronte: qui a Udine e poi anche a Trieste, trovandosi senza un assessore regionale.
    Ormai è acqua passata. Vediamo invece cosa fare per il futuro, se vogliamo restare sulla scena politica locale da protagonisti oppure chiedere un seggio garantito in consiglio regionale come per l'Unione Slovena? Che misera trovata! I seggi o si conquistano o li conquistano gli altri, in democrazia.
    Io credo che l'autonomismo friulano abbia necessità, abbastanza urgente, di rinnovare e rafforzare la propria identità, la politica e la fantasia, riorganizzarsi per bene e cercare tra le nuove generazioni la linfa vitale per continuare a esistere.
    Oggi vivacchiano troppe sigle autonomiste. Bisogna azzerare tutto, i vertici e i presunti, unirsi, darsi un nome e cognome nuovo, un capo, un gruppo dirigente anche rinnovato totalmente, in modo democratico, trasparente e visibile in vista delle prossime elezioni regionali del 2003. Non c'è tempo da perdere in chiacchiere e amenità varie.

   Alle ultime regionali l'autonomismo friulano raggiungeva complessivamente quasi il dieci per cento dei voti: non è un dato di scarsa considerazione. Anzi! Uniti si vince anche quando si fanno gli accordi preelettorali, comunque necessari prima, dopo e durante la legislatura, perché da soli non si va da nessuna parte. Lo hanno capito sia nel centrodestra che nel centrosinistra: lo hanno capito anche i vari gruppi autonomisti presenti in Friuli? io spero di sì, lo spero ancora il grande sogno nato nel 1965 non deve e non dovrà tramontare.

   Non si vuole azzerare tutto? Allora alcune sigle (Movimento Friuli, Fuarce Friûl, Progetto Friuli, Unione Friuli, Nazion Friûl) si fondano in una nuova realtà politica che cominci a darsi alcuni obiettivi che minimi ma certi, da raggiungere a ogni costo. Se dovesse funzionare, ma il miracolo può anche accadere, anche il perplesso Pedronetto e i suoi amici potrebbero condividere e sottoscrivere una nuova avventura. Uniti si vince in ogni epoca e in ogni luogo del mondo. Non facciamo, amici autonomisti friulani, come la Triplice sindacale che vuole essere unita e divisa nello stesso tempo. La Volkspartei friulana possiamo ancora farcela e ognuno provi a inventarsi un nome e a trovare nuova energia e volontà.

Giorgio Deotto
consigliere comunale

articolo apparso su Messaggero Veneto del 7.9.01, nella rubrica La Posta dei Lettori.