Intervista al segretario politico di
Fuarce Friûl, Sergio Cragnolini

Servizio del Messaggero Veneto di Udine, pubblicato mercoledì 9 maggio 2001,
di Domenico Pecile

 

La loro lista sarà sostenuta anche dal Movimento Friuli di Marco De Agostini. Ancora polemiche sui sindaci
<< Gli autonomisti in corsa da soli >>
Cragnolini (Fuarce Friûl) spiega lo strappo con il candidato del centro-sinistra Presacco

   Né con strassoldo, nè con Pressacco. Gli autonomisti friulanisti hanno sciolto le ultime riserve, decidendo di corrente da soli con una propria lista di bandiera che si chiamerà Fuarce Friûl, l'unico simbolo in lingua friulana per distinguersi - afferma il leader del raggruppamento, Sergio Cragnolini - da quelli romani o milanesi.

Quando avete deciso di dire << no >> a Pressacco?
<< In questi ultimi giorni, in particolare quando abbiamo saputo dell'esistenza di una lista civica che avrebbe corso parallela alla nostra >>.

E dunque?
<< E dunque abbiamo capito che ci sarebbero state enormi difficoltà a formare la lista in quanto nei singoli collegi gli altri partiti candidano sindaci e amministratori, presenze queste che mettono e metteranno in difficoltà chi si affaccia alla politica per la prima volta >>.

Quando avete fatto notare queste cose a Pressacco, cosa vi ha risposto?
<< Beh, lui ha tentato fino alla fine di aiutarci a formare la lista. Ma il problema di fondo ci è parso insolubile. Insomma, un giovane candidato di fronte a un candidato sindaco in carica nello stesso collegio non può non essere in difficoltà >>

Come mai non c'è il Movimento Friuli nel simbolo?
<< perché la formazione della lista Fuarce Friûl è avvenuta già al mese di gennaio, per non trovarci impreparati all'ultimo momento >>.

Vi siete premuniti, insomma?
<< Questi giochetti, questi tiramolla servono soltanto a soffocare i piccoli partiti che non hanno la struttura idonea per raccogliere le firme in pochi giorni. Quindi... >>

Come si comporterà De Agostini e il suo MF?
<< Siamo convinti, anzi, sicuri, che appoggerà l'unica lista autonomista-friulanista presente in questa competizione elettorale >>.

Anche lui l'ha presa male?
<< Si, molto. Aveva creduto fino alla fine all'accordo con Pressacco >>.

Con quale prospettiva corre una piccola forza come la vostra?
<< Innanzi tutto quello di superare lo sbarramento del 5%. Ma su questo siamo molto critici, non a caso abbiamo suggerito alle forze autonomiste europee una risoluzione del Parlamento di Strasburgo affinché sia abolito lo sbarramento del 5 per cento perché è contro le minoranze etnico-linguistiche >>.

Continuate anche a dichiararvi equidistanti o avete già un'idea nel caso di un ballottaggio Strassoldo-Pressacco?
<< Per adesso il nostro obiettivo è raggiungere il 5 per cento. Soltanto successivamente decideremo cosa fare. Oggi come oggi siamo equidistanti >>.

Quali obiettivi avete per questa campagna elettorale?
<< Siamo un piccolo partito, per cui il primo obiettivo è fare in modo che chi vincerà si adoperi al massimo per il Friuli. E' chiaro comunque che se potremo contare anche su un nostro consigliere ci porremo anche altri obiettivi >>.

Ad esempio?
<< Noi intendiamo l'autonomismo in senso moderno: per questo puntiamo molto al Friuli storico, che mira alla creazione dell'assemblea del Friuli incorporando le tre province e in particolar modo impegnandosi per rivedere la viabilità, i servizi e le infrastrutture tra i tre capoluoghi. Ma ci impegneremo per dare piena attuazione al Polo tecnologico di Udine, per una maggiore dignità della montagna, e per un volto nuovo dell'autonomismo, dell'identità e della cultura friulana >>.

E la lingua?
<< Quello della lingua è ormai un obiettivo scontato >>.

Lo slogan della campagna elettorale?
<< Puntiamo a far capire che serve un presidente tecnico, non politico, non manager >>.