La Lega Nord ha votato contro alla legge
482/1999
ed ora la utilizza come vanto personale...
qui nessuno è fesso!
Debbo chiedere ospitalità per rispondere alla lettera della signora Linda Picco la quale si lamenta per il mio intervento, nel quale definivo "un autogol" la missiva in lingua friulana intercorsa tra due componenti della giunta regionale. In particolare, poiché è bene ribadire i nomi (e la signora Picco non lo fa), tra l'assessore Danilo Narduzzi e la sua omologa Alessandra Guerra.
Poiché è giusto, già che ci siamo, dare a Cesare quel che è di Cesare, affermiamo senza tema di smentita che il partito di appartenenza dei due assessori (la Lega Nord) votò contro, sia alla Camera che al Senato, il testo di legge n. 482/1999 di tutela delle minoranze linguistiche storiche.
La legge n. 482/1999 tutela il codice linguistico di parte della popolazione che attualmente risiede in un territorio che storicamente porta il nome di Friuli. Quella parte della popolazione che usa, come lingua materna e/o corrente, il friulano, in buona sostanza. E' necessario, credo, riandare al preciso dettato di legge (è bene porsi la domanda: quanti l'hanno letta con attenzione?): "(...) la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle (popolazioni, nota mia) parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo."
Non deve sembrare oziosa la notazione circa l'uso del legislatore della dizione "(popolazioni) parlanti". Essa è un riconoscimento assai più importante e fondamentale di quello di tutela della lingua e cultura friulana, perché una lingua e una cultura non sono altro che "strumenti e valori" di una popolazione, ovvero di un insieme di individui. E il riconoscimento di un insieme di individui come popolazione, distinta e pur ricompresa in un ambito territoriale e statuale che attualmente è la Repubblica italiana, è senz'altro di superiore dignità e rango rispetto a quello di uno "strumento e un valore".
Che poi qualcuno si preoccupi di scrivere correttamente in friulano secondo una grafia normalizzata e secondo una koinée è francamente cosa che non ci riguarda. Che qualcuno si preoccupi di costruire ora, in laboratorio, una lingua che si è sempre caratterizzata storicamente per la sua spontaneità ed estrema località, sia nell'uso parlato che in quello letterario, sicché nessuno in passato si è sentito di bacchettare o di indirizzare scrittori e poeti nell'uso di koinée o grafie normalizzate, è cosa che francamente ci fa sbellicare dalle risate. Non esistono infatti una "grammatica" e una "ortografia" storiche, affermatesi in Friuli nel corso degli anni e valide per tutto il territorio ove si parlano e si scrivono invece varianti di friulano. Qualcuno cortesemente ci smentisca.
Era questo lo spirito del nostro intervento di critica ed è contro questo uso del friulano "antistorico, irrealistico, da laboratorio e da provetta" e con sicuri risvolti comici, quali il noto "autogol", che ci batteremo sempre. Il friulano è prima di tutto lingua di popolo, non esercizio cerebrale di studiosi perditempo che vogliono ricondurla a una unità e unitarietà che mai ha avuto e che pretendono di codificarla in maniera rigida, secondo me pure rendendola "antipatica" a chi è geloso del "proprio" friulano e a chi il friulano non lo ha mai usato, ma ha deciso di vivere in Friuli rispettando la storia del nostro territorio e che nessuno potrà costringere, nemmeno per legge, ad impararlo. La legge n. 482/1999 è una legge di dignità, di possibilità e di libertà, non è una legge rigida e di imposizione. E' fatta per il popolo, quello friulano e quello non friulano residente in Friuli che il friulano e la cultura friulana li vogliono apprendere per arricchimento culturale, non per pochi studiosi che discettano su grafia e koinée e su requisti grammaticali e ortografici validi per poter ottenere torte di profumati contributi statali e regionali, nella maggior parte dei casi per opere che ben pochi friulani (di quelli che hanno sempre usato spontaneamente il friulano senza porsi troppi problemi) concretamente leggono.
Ancora una volta, dunque, ci vuole realismo. A noi sembra che l'introduzione della legge n. 482/1999 abbia avuto l'effetto di far perdere a qualcuno il senso della realtà e il senso delle proporzioni, soprattutto a chi mai ha sostenuto più che trentennali battaglie politiche, come fece invece mio padre, poi affiancato da chi scrive, per l'approvazione della legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Alberto di Caporiacco
Pubblicato su Messaggero Veneto di Udine del 9.1.2003
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