L’autonomismo non è
una condizione dell’animo



Credo di aver titolo per replicare a Renato Stroili Gurisatti, che se la piglia su questo giornale con Marco De Agostini, non solo per essermi sporcato le mani – da autonomista – in elezioni nelle quali chi mi ha proposto come candidato si è fatto democraticamente contare, ma anche per una convergenza di fondo tra Lega Friuli-Fuarce Friul e il Movimento Friuli, smentendo la tesi secondo la quale il partito regionale autonomista sarebbe una chimera e condivisioni di piattaforme programmatiche sarebbero impossibili.
L’autonomismo non è una condizione dell’animo e non è neanche discettare di teorie all’interno di torri d’avorio, è argomento di uomini che amano la lotta più che i convegni arcadici. La connotazione fondamentale è rappresentata dal non militare in partiti sottoposti al potere di segreterie nazionali e dal farsi democraticamente contare, magari spaventando i partiti nazionali. Fatto che è stato e continua a essere la caratteristica dell’autonomismo militante. Lasciamo ai Forum le conversazioni salottiere.
Stroili Gurisatti farebbe bene a leggersi un po’ di resoconti consiliari regionali oppure, per esempio, il volume “Fausto Schiavi una battaglia per il Friuli” per comprendere che ciò che lui chiama talebanismo non è stato altro che una serie di vittorie, conseguite più convincendo, i friulani prima e i partiti tradizionali poi, della bontà di idee che, lentamente ma inesorabilmente, hanno condotto il Friuli da una posizione di sostanziale asservimento a Trieste a conquiste sociali indubbiamente rilevanti e sotto gli occhi di tutti. Conquiste che hanno reso meno marcata la differenza tra due territori compresi, per volontà non immodificabile del legislatore, all’interno di una stessa regione.
Del resto lo stesso Stroili Gurisatti afferma di essersi fatto carico «sia della questione friulana sia di quella di Trieste facendosi capace di elaborare e proporre una rifondazione ordinativa della nostra Regione». Regione che, aggiungiamo noi in aperto dissenso con il nostro interlocutore, non è scritto da nessuna parte che debba essere immutabile nel tempo. Nessuno può impedirci di sognare ancora la Regione Friuli e accetto tranquillamente di essere definito talebano anche rispetto a Cecotti che, da sindaco di Udine, ha avuto il torto di essere poco pragmatico e poco determinato, non sfruttando l’immenso potenziale postogli a disposizione dal corpo elettorale per svolgere un ruolo di riferimento che ha svolto soltanto in parte.
Non ritengo di fare il difensore di ufficio di De Agostini, che non ne ha bisogno e certamente non vi è bisogno di dipingere i politici triestini come demoni tramanti ai danni del Friuli. Il Friuli tutto è dovuto essere scrollato e pungolato proprio dagli autonomisti per raggiungere ciò che ha conseguito dal momento dell’istituzione della Regione.
Secondo Stroili Gurisatti pare che dovremmo ringraziare “Trieste e la Venezia Giulia” (mi si spieghi, per cortesia, che cos’è la Venezia Giulia, posto che parrebbe essere altro rispetto a Trieste) circa la concessione della condizione di Regione a statuto speciale. Condizione che oggi qualcuno ha l’ossessione di perdere, quasi dovessimo giustificarci nei confronti di qualcosa o qualcuno per una posizione di presunto privilegio, magari stando zitti «per non dare fastidio al potere centrale», evitando qualsiasi tipo di rivendicazione per non essere collocati, come scolaretti disubbidienti, dietro alla lavagna. Stroili Gurisatti immagino sappia che noi siamo sempre stati, sin dall’inizio e continuiamo a essere, la meno autonoma e la meno forte, quanto a potere contrattuale, tra le Regioni a statuto speciale. Dobbiamo accontentarci e stare zitti perché altrimenti ci dicono che le ragioni della specialità non sussistono più? È un problema, questo, che si pongono solo i friulani. I triestini, giustamente, se ne infischiano. Loro sono molto spregiudicati. Risolvono i loro problemi e ci lasciano i nostri, irrisolti.
Affermare che nella nostra attuale regione non sia applicabile il modello del Trentino-Alto Adige soltanto perché noi abbiamo quattro province anziché due sembra veramente una considerazione peregrina. Tali valutazioni non possono essere compiute soltanto avendo attinenza al numero delle realtà provinciali, ma devono essere compiute con riferimento alle aree territoriali e rammento, a chi forse non vuol capire, che anche tra Trentino e Alto Adige vi è lo stesso trattino che vi è tra Friuli e Venezia Giulia ovvero dualità, differenza, realtà divise unite artificiosamente e istituzionalmente.
Nessuno ha mai detto, poi, che chi voterà per Illy voterà contro il Friuli. Abbiamo più volte, anzi, tentato di scrollare il candidato Illy da una apparente indifferenza per la questione friulana e osserviamo che Illy, più volte, è stato invitato anche dalle colonne di questo giornale a «dire qualcosa di friulano». Evidentemente non può bastare una volonterosa traduzione del suo programma in lingua friulana ed è altrettanto evidente che con Illy finora abbiamo tentato di dialogare, non essendovi alcun candidato designato – al momento – a contrapporsi a lui.
Le uniche convergenze possibili tra autonomismo storico e candidati alla presidenza della Regione saranno su base programmatica. È noto e notorio come la pensiamo. Rifletta Illy e riflettano i o il candidato della Casa della libertà.
Ci sorprende che Stroili Gurisatti, eccellente cultore della storia del Friuli, non sia in grado di trarre proprio dalla storia l’essenza del Friuli e comprendere ciò che il Friuli sia, senza bisogno – oggi – «di tirare righe per stabilire quello che è e non è il Friuli».
Certo. A decidere saranno i friulani e i triestini. Il nome del presidente, la coalizione, ma anche il progetto politico circa regioni ingessate che preservino lo status quo ante (tra queste anche la previsione che Trieste sia capitale di questa regione. Questione che va quanto meno ridiscussa) oppure una forte modificazione a livello di territori di riferimento e strutture di livello istituzionale, con previsioni normative che potranno essere anche di tipo diverso rispetto a diverse aree territoriali.

Alberto di Caporiacco
Lega Friuli-Fuarce Friul

Pubblicato sul Messaggero Veneto di Udine - lettere - del 25.02.2003

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