postumi dell'unione autonomista friulanista
LA SCELTA DEL MOVIMENTO FRIULI
La scelta del Movimento Friuli di sostenere la candidatura di Marzio Strassoldo a presidente della Provincia di Udine non è primariamente una scelta di campo, anche se il candidato dovesse accettare l'offerta di candidatura del Polo, come pare.
Il Mf ha definito fin dalla sua nascita e nel corso degli Anni 70 i suoi obiettivi e la sua ideologia. Non li ha cambiati da allora e non li cambierà come altri hanno dovuto fare. E' proprio per realizzare il raggiungimento di quegli obiettivi che sono in primo luogo l'unità politica. istituzionale e culturale del Friuli, ed il suo sviluppo economico e sociale compatibili con il mantenimento della sua identità storica, che questa volta, come altre volte, indirizza le sue scelte tattiche (senza per questo divenire mai contiguo e tantomeno organico o subalterno di altri) verso le persone e le combinazioni politiche che realisticamente ritiene possano offrire la possibilità più probabile di muovere dei passi concreti in quella direzione. Negli Anni 60 e 70 il Mf le sinistre che obiettivi come l'Università del Friuli, la Regione Friuli e la tutela della lingua friulana erano programmi che rientravano nei più elementari diritti di un popolo negletto come quello friulano, e tanto fecero che uomini come Fortuna, Lizzero e Baracetti lo compresero e furono determinanti a portare la sinistra a convergere con l'autonomismo friulano.
I "parvenu" dell'ultima generazione dei Ds, che hanno sostituito nella loro testa i valori dell'internazionalismo con quelli di Internet e dell'americanizzazione globale. hanno disperso quel patrimonio di cultura politica nel più ottuso dei modi, hanno trasformato geneticamente il partito da cui provenivano, hanno buttato via il bambino assieme all'acqua sporca, ed ora qui, nella nostra terra hanno intrapreso una vera e propria crociata contro tutto quanto richiama il Friuli e la sua identità, sia sul versante politico, sia su quello culturale, perché è nei loro circoli e fra i loro maîtres à penser che è maturata la regia della demonizzazione spettacolare della politica dell'Osservatori pe legnhe furlane e della falsificazione sistematica del suo significato presso l'opinione pubblica del Friuli.
I Ds non sono una formazione marginale dello schieramento della sinistra nella corsa alle elezioni provinciali in Friuli, ed il loro candidato presidente non avrebbe da presidente della provincia la libertà ed il potere di cambiare la loro linea politica antifriulanista fino a quando non saranno loro stessi a recuperare il patrimonio politico autonomista che avevano acquisito nel passato, quando non erano ancora Ds. Il Mf sa che in questa fase, se esiste una possibilità di far valere i suoi programmi, lo può fare solo con un candidato come Strassoldo, partecipando tatticamente a una combinazione politica in cui la forza di maggioranza ha dimostrato maggiore disponibilità a perseguirlo.
Il Mf non cambia i suoi obiettivi, ma sceglie soltanto le strade più probabili che gli consentono di raggiungerli: strade proprie da percorrere eventualmente di pari passo solo con chi è disposto a condividere lealmente i nostri progetti.
Ai vari Milano,
Di Cecco, Rizzi, Dorigo ecc. che si permettono di dire che con la nostra scelta
avremmo deciso di ammainare la bandiera dell'autonomismo o di limitarci a
portare avanti un discorso sull'autonomismo di basso profilo, che la nostra
sarebbe solo la corsa a salire sul carro/treno del Centro destra, dove
conteremmo poco e finiremmo in una posizione di subalternità, chiedo di
domostrare che non sarebbe successo lo stesso se avessimo scelto di salire sul
treno del centro sinistra (magari quello che ha scarrozzato per l'Italia Rutelli).
La cultura politica per la quale se "non sei con me, sei contro di me"
per cui subito scatta la demonizzazione, il discredito, l'insulto è stata
perfettamente stigmatizzata da Bertinotti, che è uno che se ne intende, quando
ha definito tale armamentario culturale dei Ds: stalinista.
per par condicio, una
risposta anche al leghista Bertolutti, che si dice stupito che gli autonomisti
abbiano "scelto" Strassoldo "soltanto perché, pare di capire,
non hanno trovato l'accordo con il Centro sinistra. Non è che forse hanno
parlato con Ferruccio Saro? ": il giovanotto non ha proprio capito
un bel niente, come niente dimostrano di aver capito i due leghisti
"osservatori" presenti alla nostra conferenza stampa. Che il capire
sia un dono che non appartiene a tutti?
Marco De Agostini
Segretario politico del Mf
13.03.2001
articolo parzialmente apparso sul Messaggero Veneto di Udine il 16.03.2001