I silenzi sulla Provincia della Montagna

Vittorio D'Antoni e il nipote Nicola

   Anche il suo giornale (il gazzettino) ha pubblicato in agosto 2000 una mia lettera dove, quale consigliere comunale di Bordano, riferivo di aver partecipato il 6 agosto all'incontro giubilare degli amministratori montani presso la Polse di Cognes (Zuglio), presente il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Martini, sindaci ed esponenti vari locali della politica.

   Tra l'altro si discusse il documento delle comunità cristiane della Carnia, canal del Ferro - Val Canale sulla istituzione della provincia regionale della Carnia, comprendente trentanove Comuni, e la mia tesi di unione di tutta la montagna friulana, da Claut a Stregna.
Seguì per mesi un gran fervore di attività lodevolmente promossa dalla Chiesa cattolica, con partecipazione di Autorità laiche, con conclusione a Tolmezzo e grandi promesse all'arcivescovo Battisti da parte dei potenti di Trieste, compreso l'allora presidente della Giunta regionale ed ora onorevole della Repubblica, Roberto Antonione.

   All'imminente evento della provincia regionale di Tolmezzo ci credevamo ormai tutti. Io partecipai alla riunione presso la sala di via Treppo in Udine ed ascoltai la parola di tanti parroci della montagna, di laici e, soprattutto ascoltai con entusiasmo l'imprenditore Mario Gollino, coordinatore del laboratorio socio-politico delle comunità cristiane della Carnia.

   Sul problema delle condizioni negative della montagna con analisi perfetta del territtorio, sulla proposta risolutiva dei problemi, da farsi usando la legge costituzionale 2/1993 e costituendo la Provincia regionale dei trentanove comuni con poteri, risorse, interazioni con altri enti, modalità di attuazione, ecc. ben determinati.

   Il signor Gollino parlava, parlava... ed io e la gente, ascoltavano estasiati. Ricevetti anche copia dell'atto costitutivo del Comitato Promotore della attuazione della provincia regionale "cui partecipano tutte le forze sociali del territorio" per l'iniziativa della legge regionale istitutiva da affidarsi agli elettori in numero non inferiore a 15 mila.

   Questo, molto riassuntivamente, è avvenuto ieri!!!
    Oggi sui giornali tengono banco il conte Marzio Strassoldo ed il professor Flavio Pressacco e della provincia della montagna friulana parla solo Sergio Cragnolini (parla per modo di dire, dato che la tanto spampanata par conditio è come l'araba fenice). L'imprenditore Mario Gollino, tace !

   Purtroppo, tace anche la Chiesa friulana che aveva suscitato tante speranze, con azioni e pubblicazioni, circa il diritto della gente che vive in quota di essere protagonista ed artefice del suo futuro. Tace anche il Comitato promotore della provincia regionale della Carnia - Canal del Ferro - Val Canale. Tutti zitti, perché?
    Le promesse degli oggi onorevoli Antonione, Saro, ecc. non contano più?

Conta solo una poltrona per il conte Strassoldo?

La pensa così anche la Chiesa friulana? Non avremo mica scherzato, questi ultimi due anni! Speriamo di no, altrimenti biadaç Friûl!

Vittorio D'Antoni
candidato per Fuarce Friûl nel collegio di Tolmezzo

Articolo pubblicato su "il gazzettino" edizione del Friuli del 31 maggio 2001