PROGRAMMA
AMMINISTRATIVO
di Sergio CRAGNOLINI
candidato presidente della provincia di Udine
e del gruppo di candidati consiglieri della lista
FUARCE FRIÛL
Nel 1975, 26 anni fa, si presentava alle elezioni provinciali una lista di autonomisti friulani e da allora, ininterrottamente sino al 1999, gli autonomisti sono stati rappresentati in questa assemblea.
Questa
lunga presenza si ricollegava a quella, avvenuta nel primo dopoguerra, sempre di
esponenti autonomisti che parteciparono attivamente alla battaglia per
l’identificazione del Friuli.
Contro il progetto di assoggettare il Friuli al Veneto o ad altre iniziative finanziarie
Contro il progetto della Lega Nord e contro il sorgere, sempre più frequente, di iniziative che hanno per protagonisti uomini che autonomisti non sono mai stati, iniziative che tendono ad umiliare il ruolo di Udine persino nel contesto friulano,è nato – alla fine del 1994 – il comitato “Udin capital dal Friûl – Udine capitale del Friuli” che insieme alla Lega Friuli, movimento autonomista costituito il 27 settembre 1990, ora assieme a Fuarce Friûl, ha svolto un’intensa azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro il tentativo di cancellare il Friuli, contro l’asservimento al veneto e la fine di ogni nostra autonomia.
Se
la presentazione di una lista autonomista alle elezioni provinciali si pone nel
solco di una tradizione più che ventennale tuttavia va detto a chiare lettere
che il genuino autonomismo ha sempre giudicato criticamente il ruolo dell’ente
provincia, oramai soffocato tra il crescente potere dei comuni e quello della
regione.
Del
resto basta riflettere sul debole impatto che l’amministrazione provinciale
deve registrare nei confronti dei mass media per rendersene conto.
Se
si è giunti nella determinazione di presentare un candidato per la presidenza e
candidati in tutti i collegi ciò deriva dalla convinzione profonda che il
Friuli sta vivendo uno storico momento e che la friulanità deve essere
riaffermata in ogni sede istituzionale.
In questo contesto appare indispensabile una revisione dello statuto dell’amministrazione provinciale, adeguandolo a più decisa affermazione di friulanità.
Non
va dimenticato che i colori giallo e blu dal punto di vista emblematico sono
rimasti al presente il solo segno di identificazione del Friuli storico, poiché
sono comuni alle 3 province friulane di Gorizia, Pordenone e Udine.
E’
indispensabile valorizzare questa simbolica comunanza convincendo quindi i
comuni che, accanto alla bandiera della repubblica, al gonfalone comunale
(auspicabile sarebbe insieme alla bandiera dell’Europa), vanno esposte la
bandiera della provincia e quella del Friuli.
Impegno
a svolgere una politica linguistica per la lingua friulana pienamente conforme a
quella individuata nei Piani dell’Olf (Osservatori de lenghe e de culture
furlanis) dal 1996 al 2000, mirata agli stessi obiettivi, rispettosa delle
stesse priorità di intervento, realizzata con la stessa visione unitaria della
questione linguistica del Friuli.
Impegno
a sostenere nelle sedi opportune il principio di una riforma dell’olf, che
dovrebbe concretizzarsi in uno statuto della istituzione espresso dalla regione
entro il 2001, conforme alle indicazioni del Documento dell’Olf approvato
l’8 febbraio 2001.
Politica istituzionale per l’unità del Friuli
Impegno a difendere e promuovere per quanto compete ai poteri della Provincia e avvalendosi del prestigio e dell’autorevolezza di detta istituzione, in ogni sede istituzionale, in pubbliche manifestazioni, presso l’opinione pubblica in genere, il principio dell’unità del Friuli. L’unità del Friuli, comprensiva delle tre province di Gorizia, Pordenone e Udine e dei territori di Portogruaro e Sappada, va realizzata in forma istituzionale, individuando come suo organo primario una Assemblea dei Comuni del Friuli (anche appartenenti alle province contermini) o Parlament dal Friûl, con poteri di iniziativa di legge nei confronti della Regione, di revisione e approvazione in prima lettura delle leggi approvate dal Consiglio regionale, dotata di poteri analoghi a paralleli a quelli di un eventuale territorio metropolitano di Trieste.
La
provincia di Udine deve promuovere incontri con le altre due province friulane,
Gorizia e Pordenone al fine di coordinare e risolvere i problemi comuni, dallo
sviluppo economico, sociale e culturale, all’istruzione di ogni livello e
grado, ivi compresa l’Università, alle infrastrutture, all’ambiente, alla
pianificazione urbanistica, al turismo, alla sistemazione idrogeologica, al
recupero e allo sviluppo della montagna. In particolare si chiede che la
provincia si impegni a realizzare o a far realizzare agli organi preposti, una
viabilità sicura, efficiente, veloce di collegamento Udine con le città di
Gorizia e Pordenone. Arterie stradali oramai da tempo al collasso. Una migliore
viabilità facilita gli interscambi economici e culturali tra i vari centri
friulani.
Il presidente autonomista friulanista di Fuarce Friûl si impegna a favorire un maggiore autogoverno della montagna friulana istituendo un assessorato specifico alla montagna e alle aree svantaggiate, nominando un esperto che risieda in tali aree e che abbia provata conoscenza dei reali problemi delle aree stesse.
Il
presidente, altresì, si impegna a favorire la formazione di una eventuale
provincia della montagna solo nel caso che tale provincia interessi tutta la
montagna friulana da Stregna a Erto e Casso.
Si
impegna, inoltre, per una rapida consultazione con i sindaci e quindi proporrà
al consiglio provinciale di stanziare adeguati fondi annuali del bilancio, fondi
che verranno utilizzati esclusivamente entro le aree svantaggiate. Si tratterà,
quindi, di costituire nel bilancio generale un bilancio autonomo, gestito con
criteri di partecipazione diretta.
Poiché
le disponibilità finanziarie risulteranno sicuramente inadeguate al bisogno,
l’amministrazione provinciale si impegnerà in una forte azione nei confronti
della Regione e della Repubblica e dell’Europa per ottenere per le popolazioni
interventi che incidano fortemente in loro favore.
Le
Nazioni Unite hanno proclamato il 2002 Anno Internazionale delle montagne. Chissà
che non sia la volta buona per portare al centro dell’opinione pubblica il
diritto della gente che vive in quota di essere protagonista ed artefice del suo
futuro.
Da troppo tempo si indicano gli autonomisti friulanisti come persone tarate ben disposte solo per la lingua friulana: i tempi sono cambiati quei tempi erano dell’altro secolo. Ora nel terzo millennio anche gli autonomisti hanno studiato e hanno frequentato l’universita, specializzandosi in vari campi del sapere: maturi di autogovernarsi e autodeterminarsi in tutti i sensi.
Il presidente candidato di Fuarce Friûl, essendo un tecnico professionista ed insegnante tecnico, si impegna con occhio di riguardo al mondo lavorativo friulano, agli artigiani ai loro problemi specifici, cos’ pure ai piccoli e medi industriali senza trascurare per questo la grande industria locale.
Gli
autonomisti con la tecnologia e la scienza
Nell’ambito del possibile il presidente e i consiglieri autonomisti si impegneranno a sviluppare le collaborazioni con il mondo dell’Università di Udine al fine di far decollare il piano dell’area tecnologica friulana, che non vuol essere antagonista alla città della scienza triestina, ma un modo nuovo di far scienza e ricerca con risultati industriali reali, ovvero mettere in pratica la teoria: realizzare in loco i risultati scientifici non demandandoli ad altri.
L’informazione
Con riferimento all’informazione, si giudica indispensabile che l’amministrazione provinciale apra una vertenza con la Rai radio-televisione italiana per il modo inaccettabile con la quale dalla sede di Trieste viene gestita l’informazione pubblica riguardante il Friuli, che viene anche geograficamente strumentalizzato con l’intento di farlo coincidere con la sola provincia di Udine. Poiché i servizi radiofonici e televisivi appaiono anche nettamente insufficienti per la realtà friulana, in caso di continuata inadempienza da parte del servizio pubblico, si dovrà progettare la nascita di una società per azioni con partecipazione della provincia che garantisca una corretta e completa informazione su quanto avviene in Friuli, coinvolgendo anche realtà giornalistiche, radiofoniche e televisive locali.
Tutela
del territorio
In ambito di Fuarce Friûl esiste un’associazione ambientalista che segue il documento di Erice del prof. Zichichi per cui tutti noi siamo particolarmente sensibili a tali problematiche per una migliore tutela dell’ambiente friulano
Il problema della tutela del territorio va affrontato principalmente facendo crescere la coscienza dei cittadini. Pertanto la provincia si impegnerà decisamente in campagne di educazione ecologica, anche sui singoli temi, allo scopo di sviluppare nei cittadini il senso civico di capillare difesa del territorio.
Rapporti
con la società civile
A questo riguardo va affermato a chiare lettere che il presidente autonomista si impegna a ricercare collaboratori che provengano dalla società civile, ovvero persone che verranno scelte in base alle specifiche competenze professionali e tecniche, prescindendo totalmente dalla appartenenza a questo o a quel partito, a questo o a quella corrente. Ci si baserà esclusivamente sulla professionalità e sull’entusiasmo di collaborare a un grande progetto di vero rinnovamento per il Friuli.
Verso
il futuro
Gli
autonomisti friulanisti di Fuarce Friûl hanno ancora molte cose da dire e da
fare per il bene del Friuli e dei suoi abitanti, ma si accontenterebbero
realizzare, o far realizzare al prossimo governo provinciale, anche una sola
parte di quanto indicato in questo breve programma amministrativo.
Udine, lì 11
maggio 2001
il
candidato presidente
di Fuarce
Friûl
Sergio Cragnolini
