intervista di Domenico Pecile del Messaggero Veneto pubblicata il 3 giugno 2001
"Siamo i tutori della friulanità"
Parla il candidato presidente di Fuarce Friûl, Sergio Cragnolini
Una piccola forza come la vostra che corre da sola: scelta ideologica o soltanto gesto di orgoglio?
<< Gesto d'orgoglio: l'obiettivo del 5 per cento è un ostacolo troppo grande >>.
Non era meglio allearsi subito con qualcuno?
<< Non ci siamo riusciti. Con Strassoldo c'è stato il veto della Lega Nord. Successivamente, la trattativa si è arenata anche con Pressacco, perché c'erano troppe liste, e tutte con riferimento all'autonomismo >>.
Ritiene positivo che tutti si richiamino all'autonomismo?
<< Per un certo aspetto sì, purché tutti fossero confluiti in un'unica lista >>.
Neppure voi, però, vi siete fusi con il Movimento Friuli.
<< Inizialmente eravamo in quattro formazioni autonomiste, poi Unione Friuli ha scelto la Lega. Movimento Friuli e Fuarce Friûl sono rimasti assieme, mentre progetto Friuli ha declinato l'impiego >>.
Perché?
<< Il candidato della Casa delle Libertà è presidente di progetto Friuli. Anche per questo dico che il rettore non ha saputo imporsi con la Lega, che ha posto il veto nei nostri confronti >>.
Il 5 per cento è ostacolo insormontabile. A che cosa puntate?
<< A smentire il rettore, che sostiene di avere giè la vittoria in pugno. Bene: il primo nostro obiettivo è di mandare Strassoldo al ballottaggio >>.
E col ballottaggio.
<< Verrà sicuramente a cercarci anche nel caso non raggiungessimo il fatidico 5 per cento; allora ne riparleremo >>.
Nel caso, che cosa dovrebbe fare per avere i vostri voti?
<< Ridiscutere il programma, il suo ovviamente, sugli aspetti che riguardano la tutela delle minoranze etniche e linguistiche, e togliere i veti nei nostri confronti. L'assegnazione di eventuali cariche in enti di secondo grado >>.
In caso di ballottaggio tratterete soltanto con Strassoldo?
<< No, siamo equidistanti e quindi parleremo anche con Pressacco >>.
Cosa significa essere autonomisti-friulanisti equidistanti rispetto ai due Poli principali?
<< Essere sostenitore e fautori della friulanità in tutti i settori della vita, politico, sociale e culturale, della nostra provincia. E applicare questi principi anche nel settore amministrativo della Provincia stessa >>.
Non le sembra poco per governare una Provincia?
<< Certo, non mi limito soltanto a queste cose, e potremo parlare per esempio della necessità che il Friuli eviti di essere smantellato sotto il profilo economico e bancario come purtroppo sta avvenendo. Oppure potrei parlare della montagna >>.
Faccia pure.
<< Noi ci battiamo per la Provincia della montagna, di tutta la montagna friulana da Stregna a Erto e Casso. Mentre chi pensa alla Provincia della montagna la vorrebbe ricavata dalla Provincia di Udine senza tenere conto, per esempio della Valcellina, che è in provincia di Pordenone >>.
Che cos'è per voi il Friuli storico?
<< Il territorio che dal lontano 1077 è identificato dai due fiumi Livenza e Timavo >>.
Questo da un punto di vista geografico o politicamente?
<< Un'entità geografica che riesce ad aggregare senza inutili competizioni come avviene adesso. Ora Udine, Pordenone e Gorizia sono competitivi inutilmente. Servirebbe, invece, una progettualità comune >>.
Qual'é il vostro elettore medio?
<< Gente soprattutto dei paesi, gente qualsiasi, comune, lavoratori, friulani che credono in un'amministrazione che tenga conto dei problemi locali e che premiano persone del posto >>.
E, per contro, cosa proponete?
<< Ci battiamo e ci batteremo per la proporzionale pura già in vigore in altre regioni a Statuto speciale come il Trentino Südtirol e la Valle d'Aosta >>.
Che cosa si sente il leader di una piccola formazione?
<< Una sorta di kamikaze senza timori reverenziali, deciso a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati per il bene del Friuli e della gente >>.